Coronavirus in Italia, il bollettino del 18 marzo: 76.250 nuovi casi, 165 decessi. Indice di positività al 15,53 per cento

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Casi in flessione da 79.895 a 76.250 ma con meno tamponi, tanto che il tasso di positività guadagna ancora mezzo punto e si porta al 15,5%, mentre i morti da125 salgono oggi a 165. C’è un ricoverato in più nelle terapie intensive e 6 nei reparti di medicina.

Scendono leggermente da 8.670 a 8.555 i contagi in Lombardia dove sono 10mila i tamponi in meno mentre si contano 26 morti, 3 più di ieri. In Piemonte i casi scendono da 2.967 a 2.575 mentre i morti sono 6, il doppio di ieri.

Si conferma la fase di rialzo dei casi Covid in Veneto, anche gli esperti attendono per parlare di effettiva nuova ondata. I nuovi contagi sono stati 6.061 nelle ultime 24 ore contro i 6.829 di ieri, 13 le vittime. L’incidenza di positivi sui tamponi è del 9,23%. Lo riferisce il bollettino della Regione. Balzo all’insù per il dato dei soggetti attualmente positivi, 63.811 (+ 3.144). Regge invece la situazione negli ospedali: i malati Covid ricoverati in area medica sono 764 (-1), quelli nelle terapie intensive 55 (-1).

Salgono da 3.738 a 4.151 i contagi in Emilia Romagna dove si contano anche 12 vittime, 2 meno di ieri.
Nelle Marche il tasso di incidenza cumulativa su 100mila abitanti, in risalita da varo giorni, torna oltre mille, attestandosi a 1.063,21, mentre si registrano nell’ultima giornata 2.862 nuovi casi Covid, appena 27 meno di ieri, con una positività del 46,6% dei 6.146 test diagnostici su un totale di 7.751 tamponi.

I nuovi casi Covid registrati nelle ultime 24 ore in Toscana sono 5.689 su 32.596 test di cui 8.261 tamponi molecolari e 24.335 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi supera il 17%: per la precisione è del 17,45%. Rispetto a ieri sono in aumento i contagi a fronte di un numero minore di test, con conseguente crescita del tasso dei positivi: nel precedente report i casi erano 5.529 su 34.238 tamponi, per un’incidenza di positività del 16,15% (61,8% sulle prime diagnosi).

Calano a 9.004 i casi nel Lazio, 500 in meno rispetto a ieri mentre sono 12 i decessi, 4 in più.

Sono 8.409 i contagi oggi in Campania, appena 39 più di ieri mentre si contano 9 decessi, 3 più di ieri.
Scendono da 4.008 a 2.968 i contagi in Calabria, dove si contano duemila tamponi in meno, mentre sono 8 i morti, tre meno di ieri.

«La Repubblica è fortemente impegnata a garantire i ritmi di una rinnovata vita della nostra comunità, senza dimenticare la lezione di quanto è avvenuto», ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella commemorando oggi la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da Coronavirus. «Lo smarrimento – prosegue il Capo dello Stato – dinanzi a una minaccia così insidiosa ha lasciato in breve tempo spazio a una reazione tenace, fatta di coraggiose scelte collettive e di avveduti comportamenti individuali, che ci ha consentito di affrontare una sfida senza precedenti nella storia recente dell’umanità».
«Oggi è il 18 marzo, giorno dedicato alle vittime del Covid, a decine e decine di migliaia di persone che hanno perso la vita. Quando chiediamo prudenza e attenzione lo facciamo anche nei confronti di queste persone», ha a sua volta ammonito il ministro della Salute Roberto Speranza.
«Come medici internisti ospedalieri che hanno avuto in carico oltre il 70% dei pazienti Covid il giorno della memoria rappresenta un monito a fare tesoro di questa tragedia. Noi come professionisti della salute abbiamo imparato che crisi sanitarie come questa e le altre che purtroppo verranno si vincono superando vecchi steccati e con il lavoro di equipe, che tante vite ha salvato in questi due anni», afferma a sua volta il presidente della Fadoi, la società scientifica dei medici internisti, Dario Manfellotto. «Gli italiani – conclude – hanno invece appreso quanto sia importante proteggersi con norme igieniche, distanziamento e soprattutto con i vaccini. Nonostante i 157 mila morti in Italia questa lezione non è stata ancora appresa dai 7 milioni di persone che continuano a respingere l’idea di vaccinarsi. È a loro che dobbiamo continuare a rivolgerci, perché vaccinandosi proteggono se stessi e chi per età avanzata o malattie non può contare su una risposta immunitaria adeguata ai vaccini. Lo devono in memoria di quelle vittime».

Intanto in 9 regioni su 21 aumentano i ricoveri negli ospedali e sale la percentuale di positivi ai test molecolari, che a livello nazionale è passata negli ultimi 14 giorni dal 9,5% al 15%. Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo `M.Picone´, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).
«Diverse regioni mostrano un trend di crescita della percentuale dei positivi ai test molecolari e in 9 su 21 aumenta contemporaneamente l’occupazione dei reparti ordinari o di terapia intensiva», osserva l’esperto. Tra le 9 regioni, le condizioni più critiche si riscontrano in Calabria e in Umbria. In Calabria l’occupazione dei reparti ordinari è di circa il 31%, con un aumento medio di circa 0.57% al giorno e l’incidenza negli ultimi sette giorni è di 1.030 casi per 100.000 abitanti; in Umbria l’occupazione dei reparti ordinari è di circa il 28%, con un aumento medio di circa lo 0.64% al giorno e l’incidenza è di 1.550 casi a settimana per 100.000 abitanti.
Altre regioni nelle quali si rilevano incrementi sono: Sicilia (occupazione dei reparti ordinari al 23% con un aumento medio giornalieri dello 0.31%, incidenza 910), Puglia (19%, 0.08%, 1.020), Toscana (13%, 0.15%, 830) e Lombardia (8%, 0.18%, 450); in Sardegna sono in aumento sia i reparti ordinari (21% e 0.31% al giorno), sia le terapie intensive (9% e 0.18% al giorno), con 840 casi a settimana per 100.000 abitanti; situazione analoga per la Campania, col 14%, 0.09% al giorno nei reparti ordinari, e il 6%, 0.41% al giorno per le terapie intensive, con 740 casi a settimana per 100.000 abitanti; nella provincia autonoma di Bolzano le terapie intensive sono in crescita (5%, 0.69% al giorno) e i nuovi casi a settimana sono 800 per 100.000 abitanti).

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