Ecco circostanza è accaduto al Bosco del Cerquone, nel verde di Rocca Priora: la denuncia del Coordinamento Natura & Territorio Castelli Romani

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“Molti ci hanno chiesto il video su quello che è successo al Cerquone e nelle zone limitrofe. Le prime denunce sono state fatte a febbraio del 2022, grazie ai molti cittadini che comprendono la vera ricchezza del territorio, e che quando hanno visto le ruspe e sentito le motoseghe ci hanno subito avvertito. Abbiamo fatto diverse denunce perché le motoseghe non si fermavano, fino ad arrivare, vista l’immobilità delle Istituzioni, a riferire sui social cosa era accaduto in questi mesi”. Così Roberto Salustri, direttore dell’EcoIstituto RESEDA, ha presentato il video a cura del Coordinamento Natura & Territorio Castelli Romani, che denuncia quanto accaduto nel bosco del Cerquone, che “rappresenta – così come descritto in un estratto dalla pubblicazione “La Flora dei Castelli Romani”, a cura di A.E.A. Latium Volcano (2006) – una vera e propria oasi naturalistica, ricca di biodiversità all’interno del moderato dei Castelli Romani.

Situato nel comune di Rocca Priora, è uno dei pochi esempi di bosco originario del territorio non convertito in castagneto. Bosco residuale Q.T.A. (Querce, Tigli, Aceri), ricopre un’area di circa 75 ettari ed ha le caratteristiche di bosco mesofilo con esemplari arborei di notevoli dimensioni (in alcuni casi fino a 3 metri di circonferenza). Insieme alla vicina zona umida della Doganella è inserito nella lista europea dei SIC (siti di importanza comunitaria) designato ad attualmente tra le ZSC (zone speciali di conservazione), grazie alla flora e alla fauna presenti.

All’interno del bosco si osservano esemplari secolari e maestosi di Farnia che è il tipo di quercia meno diffusa nel territorio del Vulcano Laziale, e il cerro. Tra le specie arboree si possono osservare: la Roverella, e l’Acero campestre. Notevole è lo strato arbustivo, ove spicca il Nocciolo, arbusto dal fitto fogliame che ombreggia gran parte del sottobosco, altri arbusti caratteristici del bosco del Cerquone sono: il Sambuco, il Sanguinello le cui foglie e rami in autunno assumono una caratteristica colorazione rossastra e specie di piante appartenenti alla famiglia delle Rosacee come il Prugnolo e il Biancospino.

Le specie erbacee che compongono il sottobosco appartengono per lo più al gruppo di quelle legate ai climi freschi, le splendide fioriture di Anemone dell’Appennino, la Peonia maschio, la polmonaria chiazzata dalle foglie macchiate di bianco e il giglio rosso, specie protetta a livello regionale (L.R. 19 settembre 1974 n. 61). Il bosco rappresenta un esempio di cenosi residuale con un alto grado di maturità rispetto ad altri boschi misti del territorio, in quanto sono presenti alberi con diametro piuttosto elevato. A testimonianza di ciò è la presenza in personale nel bosco, di un individuo secolare morto e marcescente, importante perché forma un substrato per le popolazioni di rari organismi tipici di questi habitat (specialmente coleotteri e ditteri) e per il mantenimento di struttura e fertilità del suolo”.

Entrando nel cuore del Bosco del Cerquone, magari in una giornata con un po’ di nebbia o quando la luce filtra fra i rami al pomeriggio, ci si aspetta di essere accolti da fate trillanti, di essere tirati per l’orlo dei pantaloni da curiosi gnomi o di essere colpiti da un sassolino lanciato da un dispettoso folletto. Questo è un bosco dall’atmosfera unica, soprattutto perché si trova a pochi chilometri da Roma, nel territorio comunale di Rocca Priora (RM), ma le sue particolarità vanno ben oltre questo.

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